Diario di bordo

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"Chi viaggia vive due volte"

 

 

Roma

Roma S.Callisto

Visita ai nostri Antenati Novembre mese dei defunti perchè non andare avisitare le catacombe? Decidiamo di andare a visitare le tombe di San Callisto la giornata è meravigliosa a pochi Km da casa sulla via Appia Antica, a meno di un chilometro dalla Porta di S. Sebastiano, s'incontrano la chiesetta del "Quo Vadis?",lasciamo la nostra auto e percorriamo il viale con i famosi alberi pizzuti fino al botteghino per acquistare i biglietti 6 euro gli adulti e 3 euro i bambini,ci affrettiamo a seguire la guida in Italiano dove nella chiesa di San Calisto un prete ci fà una presentazione sulle Catacombe. Di cui:catacombe di Pretestato, di S. Sebastiano e, più oltre, la tomba di Cecilia Metella.

Proseguiamo il nostro cammino scendendo fino a 10 metri dal suolo per immergersi nel cimitero sotteraneo. Per scendere nelle catacombe si prende una scala d'ingresso moderna, ricostruita in buona parte sul posto della precedente del 4º secolo, aperta al tempo del papa Damaso per permettere ai pellegrini di raggiungere con facilità le tombe dei martiri. Lungo le pareti del primo tratto della scala sono stati affissi numerosi frammenti delle lapidi di chiusura dei loculi. La statua del Buon Pastore Sul pianerottolo, dove la scala gira a destra, si trova una statua del Buon Pastore, copia dell'originale del 4º secolo conservata nei Musei Vaticani. Il Buon Pastore con la pecora sulle spalle rappresenta Cristo Salvatore e l'anima che Egli ha salvato. È il simbolo più frequente dell'amore di Cristo e il più amato dai primi cristiani. Rivestiva per essi la stessa importanza che ha per noi il Crocifisso. La lapide di Agrippina Lungo le pareti della scala sono affisse alcune iscrizioni funerarie. In una di esse il giorno della morte è chiamato "il giorno in cui la defunta è entrata nella luce" ("cuius dies inluxit") "Agrippina rese (l'anima a Dio) ... Entrò nella luce... deposta alle Idi di.. " Il Cristianesimo aveva saputo trasformare in luce il lugubre concetto pagano della morte. I graffiti Al fondo della scala, sulla parete protetta da un cristallo, ha inizio una serie di graffiti, incisi con una punta di ferro sull'intonaco del muro. Sono nomi di persone, parole o anche piccole frasi di invocazione ai martiri, scritte dai pellegrini durante la visita alle catacombe. I graffiti sono frequenti presso le tombe dei martiri. Così, sulla parete esterna della Cripta dei Papi leggiamo queste scritte: "O S. Sisto, ricordati nelle tue preghiere di Aurelio Repentino..." "O Anime Sante, ricordatevi di Marciano, di Successo, di Severo, e di tutti i nostri fratelli" " Felicio, PBR (presbyter) peccator" (Felicione, sacerdote, peccatore). Leggiamo anche l'espressione ammirata con cui uno sconosciuto cristiano paragona la cripta dei Papi alla Gerusalemme celeste: "Gerusalemme, città ed ornamento dei martiri di Dio...". Sulla sinistra c'è l'apertura che immette nella cripta dei Papi.

 

 

 

 

 

 

 

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